Il centrocampista del Milan Youssouf Fofana si è raccontato in una lunga intervista rilasciata per l’Equipe. Il francese ha parlato del suo nuovo ruolo con Allegri.
Il centrocampista francese Youssouf Fofana si confida all’Equipe. Il calciatore rossonero ha parlato molto apertamente al quotidiano transalpino, sui nuovi compiti che gli vengono richiesti da Max Allegri, e sulle possibili di chance di rientrare nell’elenco dei convocati del ct Didier Deschamps per i prossimi Mondiali.
L’ex Monaco, in tutta onestà ha dichiarato di preferire giocare nel ruolo di mediano davanti la difesa. Parole che non vanno lette in una critica nei confronti del tecnico rossonero, elogiato da Fofana nel corso dell’intervista, ma più dirette ad un voler migliorarsi in un nuovo ruolo. DI seguito le sue parole.
Milan, le parole di Fofana

Nuovo ruolo.
“Quando ti si dice che giocherai più alto, all’inizio sei pure contento, ma non è necessariamente ciò che voglio. Non credo di essere sufficientemente forte e se guardo al Mondiale, non penso mi si prenda in considerazione per questo ruolo. Non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro”.
Ambientamento in Italia.
“Ci sono state due fasi: il primo anno ho imparato la tattica. Sappiamo tutti che in Italia ci danno molta importanza. Non è affatto un cliché. (Ride.) In realtà ho avuto un bello shock. Pensavo di arrivare con una solida base tattica, ma alla fine prestano davvero attenzione a tutto! Mi ci è voluto un po’ per capire che qui puoi giocare perfettamente per novanta minuti, ma se alla fine il risultato è 1-0 per l’avversario, significa che sei stato surclassato tatticamente. Mi ci è voluto del tempo per assimilare l’efficacia e questa disciplina tattica.
La seconda fase la sto vivendo proprio ora. È un cambio di prospettiva. È come se, per cinque anni, avessi guardato il calcio in un certo modo e ora la mia percezione stia cambiando. Sto facendo un passo avanti nella mia carriera con un grande allenatore italiano”.
Rendimento.
“Non abbastanza, credo. Nella posizione in cui gioco, le statistiche contano. E posso essere molto più efficace di così. Avrei potuto segnare 6 gol (1 in questa stagione) e fare più assist (4), e allora ti avrei detto che la mia stagione era stata buona. D’altra parte, se guardo al medio termine, c’è una competizione (la Coppa del Mondo, ndr), e non sono sicuro che la gente si aspetti che io giochi in questa posizione”.
Si sente Sottovalutato?
“Dato che non riescono a capirmi, non mi inseriscono in una categoria, ma non faccio parte di quei giocatori che hanno bisogno di carezze sulla schiena e sentirsi dire ‘bravo’. Ho giocato tantissimo, è questo il vero riconoscimento. In campo amo rischiare. Oggi nel calcio tutti giocano sul sicuro. Se mi dicono che la mia percentuale di passaggi riusciti non è al livello dei top, rispondo che è perché io rischio di più. Ho sbagliato? Può darsi, ma non significa che tecnicamente io sia meno forte. Non dico di fare cose impossibili, ma non voglio dire ‘non ci provo per paura di sbagliare'”.
Sogno Mondiale.
“Giocare un Mondiale sarebbe un sogno. Si, voglio andarci, ma dovrò fare il visto (ride, ndr). Il ct della Francia non mi convoca da tempo? All’inizio ci restavo male e mi domandavo perché non venissi convocato. Poi ho pensato ‘Ok Youssouf, ci sono tanti giocatori forti nel tuo ruolo’. Devo prima fare bene con il mio club. Devo finire la stagione ancor meglio di come l’ho iniziata, le opportunità arriveranno. Dipende tutto da me”.