Il centrocampista del Milan Musah, tornato in Nazionale dopo più di un anno, ha raccontato a ESPN la sua rinascita sotto la guida del tecnico portoghese.
Yunus Musah è una delle sorprese più interessanti del Milan di Ruben Amorim. Il centrocampista statunitense, arrivato dal Valencia nell’estate del 2023, sembrava destinato a lasciare il club durante l’ultima sessione di mercato, soprattutto dopo l’esperienza in prestito all’Atalanta. Il nuovo allenatore rossonero, invece, ha scelto di puntare sulle sue caratteristiche, rilanciandolo all’interno delle proprie rotazioni.
La duttilità e la capacità di coprire grandi porzioni di campo hanno permesso a Musah di conquistare progressivamente spazio. In campionato ha disputato tutte le prime cinque partite, collezionando complessivamente 329 minuti. Un rendimento che gli ha permesso anche di ritrovare la Nazionale statunitense, dalla quale mancava dal marzo 2025.
Milan, Musah: “Amorim ha creduto in me”
Intervistato da ESPN dal ritiro degli Stati Uniti, Musah ha raccontato il rapporto instaurato con Amorim e il modo in cui il tecnico portoghese ha contribuito alla sua rinascita. In estate le parole dell’allenatore sembravano quasi difficili da prendere alla lettera, ma il campo ha confermato le sue intenzioni.
“Pensavo che lo dicesse solo per tenerti in squadra, come fanno altri allenatori”, ha detto Musah a ESPN prima dell’amichevole contro il Messico. “Ma in realtà, man mano che la preparazione procedeva, ho visto che giocavo molto, mi parlava spesso, ed era vero. E ho iniziato la stagione, ho giocato molti minuti, sono stato spesso titolare. E ora sono tornato anche in Nazionale, sono di nuovo qui. È stato un ottimo inizio di stagione, con gli allenatori che credono di nuovo in me. Come giocatore, è proprio quello che vuoi: che gli allenatori credano in te e ti facciano giocare”.

Il ritorno con gli Stati Uniti
La crescita con il Milan ha avuto come conseguenza anche il ritorno nella Nazionale americana. Musah non nasconde la soddisfazione per una convocazione che considera il risultato naturale del lavoro svolto nelle prime settimane della stagione.
“Mi è sembrato qualcosa che mi meritassi fin dall’inizio della stagione che ho avuto, quindi penso che sia ben meritato da parte mia. Ho giocato davvero bene per un grande club, il Milan, e penso che sia logico e sono felice di essere tornato”.
L’esperienza all’Atalanta
Nel corso dell’intervista, il centrocampista ha parlato anche del periodo trascorso all’Atalanta. Un’esperienza che, nonostante le difficoltà, gli ha permesso di aggiungere nuovi elementi al proprio bagaglio tattico e di migliorare alcuni aspetti del suo modo di giocare.
“C’era un buon centrocampo all’Atalanta, quindi ho imparato molte cose: come posizionarmi, giocare anche con solo due centrocampisti, essere costantemente disponibile. Ho quindi apportato piccole modifiche al mio gioco, come il posizionamento e l’assetto del corpo. A volte anche capire in quali zone correre dei rischi”.