Il Milan batte il Torino a San Siro per 3-2. Come all’andata va a segno Adrien Rabiot: il francese è sempre più il trascinatore della squadra di Allegri.
No Rabiot, no party. Potrebbe essere questo lo slogan del Milan di Allegri in questa stagione. Ieri nella vittoria contro il Torino ha dimostrato ancora una volta l’importanza gigantesca che ha Adrien Rabiot nell’undici titolare del Diavolo. Il francese, tornato in campo dopo lo stop forzato contro la Lazio causa squalifica, è stato determinante nel successo casalingo contro i granata.
La prima rete realizzata a San Siro dal centrocampista ex Juve e OM ha permesso ai rossoneri di passare in vantaggio in un momento chiave ad inizio ripresa, mettendo in discesa una gara fino a quel momento tutt’altro che scontata. Tre punti fondamentali per mettere un po’ di pressione all’Inter in classifica, ma soprattutto per riprendersi il secondo posto a discapito del Napoli, vittorioso sul campo del Cagliari nell’anticipo di ieri.
Milan, quanto è mancato Rabiot all’Olimpico

Rabiot si è ripreso le redini di un centrocampo che contro la Lazio aveva terribilmente sofferto. Un’assenza che si è sentita tra le fila del ‘Diavolo’, incapace di offrire la solita proposta di gioco dinnanzi all’organizzazione dei biancocelesti, attenti a chiudere ogni spazio e a bloccare sul nascere ogni velleità di rimonta. Senza la fisicità e gli inserimenti del francese i rossoneri si sono ritrovati privi di armi per far male al castello difensivo laziale.
A prendere il posto di Rabiot era stato Jashari, non adatto per caratteristiche a sorbarsi i compiti del francese in mezzo al campo. D’altronde senza l’arrivo del francese a fine mercato, Allegri difficilmente avrebbe tenuto il Milan così in alto in campionato.
Milan, i numeri stagionali del Duca
Contro il Torino, proprio come all’andata, Rabiot ha impreziosito la sua prova con la rete che ha riportato in vantaggio i suoi ad inizio secondo tempo. Rete, la prima realizzata al Meazza, porta il bottino del numero 12 rossonero a quota 5 gol stagionali: un numero importante, soprattutto se aggiungiamo i 5 assist realizzati, per un totale di 10 contributi al gol.
Ma più che sul numero di gol o assist, l’importanza del Duca nel Milan si evince quando non c’è Rabiot: il bilancio, nelle 9 partite in cui non ha giocato, è eloquente e parla di tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Possiamo aggiungere a questo dato anche l’unica volta in cui Allegri ha fatto partire Rabiot dalla panchina per poi subentrare, nel pareggio di Firenze.