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Milan, Amorim porta una ventata nuova, ma la difesa a 3 resta un caposaldo

Milan, Amorim porta una ventata nuova, ma la difesa a 3 resta un caposaldo

Con l’ufficialità dell’arrivo di Ruben Amorim al Milan andiamo a vedere come può cambiare assetto la formazione rossonera rispetto a quanto visto con Allegri nell’ultima stagione.

Dopo una lunga serie di colloqui, incontri e indiscrezioni alla fine il Milan ha scelto di affidarsi a Ruben Amorim. La nomina del tecnico portoghese è stata ufficializzata nelle scorse ore dal club rossonero. L’ex Manchester United avrà il difficile compito di risollevare il Diavolo dopo due annate disastrate. Dopo la scelta fatta lo scorso anno di puntare su un profilo italiano, esperto e già legato alla storia recente della Serie A come Massimiliano Allegri, rivelatasi un fiasco specialmente per aver sprecato un grande vantaggio in zona Champions, il Milan cambia nuovamente pelle. 

Gerry Cardinale ha deciso di rompere gli schemi e cambiare registro: non più un allenatore del sistema italiano, ma un tecnico internazionale, giovane, moderno e portatore di un’idea tattica forte. Il club vuole un tecnico capace di dare alla squadra un’identità chiara, un impronta di gioco riconoscibile, e  non soltanto una gestione ordinaria dello spogliatoio.

Milan, i principi di gioco di Amorim

Amorim porta con sé un calcio fatto di principi marcati: pressione alta, possesso organizzato, aggressività nella riconquista e utilizzo costante delle corsie laterali.

Il sistema di riferimento, da cui ripartiranno i rossoneri è il 3-4-2-1, con possibili adattamenti verso il 3-4-3. Di per sé quindi non un cambiamento radicale dal punto di vista del sistema dal 3-5-2 Allegriano visto durante l’ultima annata, ma profondamente diverso sui compiti da assegnare ai giocatori: occupare bene gli spazi, creare superiorità numerica e alzare il livello di pressione nella metà campo avversaria.

Milan, cosa chiede ad Amorim ai propri giocatori

Anche i compiti dei difensori saranno completamente diversi da quelli richiesti dal livornese: le squadre di Amorim hanno sempre avuto come marchio distintivo l’impostazione della prima manovra. I tre centrali devono saper costruire, rompere la prima pressione e accompagnare l’azione. La qualità tecnica dei difensori diventa quindi fondamentale. 

Gli esterni hanno un ruolo decisivo. In fase offensiva si alzano molto, quasi sulla linea degli attaccanti, dando ampiezza e profondità alla manovra. Questo richiede gamba, resistenza e letture difensive rapide. Mentre i due uomini alle spalle dell’unica punta devono legare i reparti e riempire l’area quando l’azione si sviluppa sugli esterni.

Nel calcio di Amorim arriviamo poi al vero motore della squadra, il centravanti. Il numero 9 non avrà solo il compito di segnare in area di rigore, ma deve attaccare la profondità, proteggere palla, guidare il pressing e aiutare la squadra a risalire. 

Il punto decisivo sarà quindi la compatibilità con la rosa. Il Milan ha giocatori di talento, ma il sistema del portoghese pretende disciplina tattica e movimenti coordinati.

 

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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