Buon compleanno San Siro. Oggi la Scala del Calcio festeggia un secolo di storia: il 19 settembre 1926 il primo derby tra Milan e Inter inaugurò lo stadio simbolo di Milano.
Cent’anni sono passati da quel 19 settembre 1926, quando San Siro aprì per la prima volta le sue porte al calcio. Oggi, esattamente un secolo dopo, lo stadio milanese celebra un anniversario destinato a entrare nella storia. È qui che generazioni di tifosi hanno vissuto vittorie, sconfitte, emozioni e serate indimenticabili, trasformando quello che inizialmente era soltanto un nuovo impianto sportivo in uno dei luoghi più iconici del calcio mondiale.
Come racconta oggi il Corriere della Sera, sono tantissimi i ricordi legati a San Siro, e non soltanto quelli calcistici. Il nome stesso dello stadio affonda le proprie radici nella storia di Milano: San Siro era infatti il primo vescovo dell’antica Ticinum, l’attuale Pavia, della quale è anche il patrono, celebrato il 9 dicembre.
L’impianto nacque per volontà dell’allora presidente del Milan, Piero Pirelli. I lavori cominciarono il 1° agosto 1925 e coinvolsero circa 120 operai delle imprese Fratelli Fadini. La costruzione si concluse nel dicembre del 1926, con una capienza iniziale di 35 mila spettatori, tra posti a sedere e in piedi. Qualche anno più tardi, nel 1935, fu il Comune di Milano ad acquistare lo stadio.
L’inaugurazione era però già diventata storia il 19 settembre 1926, quando il nuovo impianto ospitò il primo derby tra Milan e Inter. A imporsi furono i nerazzurri con un pirotecnico 6-3, anche se il primo gol in assoluto segnato a San Siro porta la firma di un giocatore rossonero: Santagostino.
San Siro, dalle partite della Nazionale alle grandi notti europee

Nel corso dei decenni San Siro è cresciuto insieme alla città e al calcio. La Nazionale italiana vi giocò per la prima volta il 20 dicembre 1927, in un’amichevole contro la Cecoslovacchia terminata 2-2. Poi arrivarono le curve, costruite tra il 1938 e il 1939, che portarono la capienza a 55 mila spettatori.
La trasformazione più importante arrivò però negli anni Cinquanta. Tra il 1954 e il 1955 venne realizzato il secondo anello e la capacità dello stadio salì fino a 83.474 posti. Nel 1957 arrivarono anche i riflettori per le partite in notturna, mentre dieci anni più tardi fu installato il primo tabellone elettronico.
San Siro è stato anche teatro di alcune delle più importanti serate del calcio europeo. Quattro finali di Coppa dei Campioni e Champions League si sono disputate sul suo terreno: nel 1965 l’Inter superò il Benfica per 1-0, nel 1970 il Feyenoord batté il Celtic 2-1, nel 2001 il Bayern Monaco ebbe la meglio sul Valencia ai rigori e nel 2016 il Real Madrid conquistò il trofeo contro l’Atletico Madrid dopo i calci di rigore.
Prima ancora di arrivare al nuovo millennio, lo stadio aveva vissuto un’altra grande trasformazione. In vista dei Mondiali di Italia ’90 venne aggiunto il terzo anello, portando San Siro a raggiungere i 60 metri di altezza e assumendo definitivamente la fisionomia che milioni di tifosi hanno imparato a conoscere.
Ma la storia del Meazza non è fatta soltanto di pallone. Il 27 giugno 1980 arrivò anche la musica, con il concerto di Bob Marley che inaugurò una lunga tradizione di grandi artisti sul prato di San Siro. Da allora si sono esibiti alcuni dei più importanti cantanti e gruppi internazionali, con Vasco Rossi a detenere il record di concerti nello stadio.
San Siro, presto il restyling
Oggi, però, San Siro si trova davanti all’ultimo capitolo della sua storia. Milan e Inter stanno lavorando insieme alla costruzione di un nuovo impianto e gran parte dell’attuale struttura è destinata a essere demolita. Cambierà lo stadio, ma difficilmente cambierà ciò che rappresenta.
Perché dopo cento anni San Siro non è più soltanto cemento, spalti e un campo da calcio. È un pezzo della memoria di Milano e dell’Italia, fatto di derby, trofei, concerti, notti europee e generazioni di tifosi. E anche quando la sua struttura non esisterà più nella forma che conosciamo oggi, il Meazza continuerà a vivere nei ricordi di chi, almeno una volta, si è seduto sulle sue tribune.