Paolo Scaroni è intervenuto alla Bocconi durante il convegno “Il Tempo dello Sport”, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla svolta sul nuovo stadio di Milano.
Il progetto del nuovo stadio di Milano continua a rappresentare uno dei temi centrali per il futuro del calcio cittadino. A ribadirne l’importanza è stato Paolo Scaroni, presidente del Milan, intervenuto nella mattinata di oggi al convegno “Il Tempo dello Sport”, organizzato presso l’Università Bocconi. Nel suo intervento, il dirigente rossonero ha ripercorso il percorso che ha condotto Milan e Inter verso la realizzazione di un nuovo impianto, soffermandosi sulle resistenze iniziali e sul progressivo cambiamento di orientamento della città.
Milan, Scaroni sul nuovo stadio: «Era arrivato il momento di voltare pagina»
Il numero uno del Milan ha ricordato le difficoltà incontrate nel sostenere, già nel 2018, la necessità di superare l’attuale struttura di San Siro. Secondo Scaroni, la convivenza di due club che disputano regolarmente le proprie partite davanti a decine di migliaia di spettatori rendeva estremamente complicata un’eventuale ristrutturazione dell’impianto senza interromperne l’attività.
Queste le sue parole: “Quando nel 2018 provavo a far capire che Milano avesse un’assoluta necessità di un nuovo stadio e che l’impianto di San Siro non fosse ristrutturabile, mi scontravo con diverse resistenze. Non si può pensare di ristrutturare uno stadio in cui si alternano due club che giocano ogni tre giorni davanti a 70mila spettatori. Come si potrebbe mai portare avanti un cantiere di tale portata con questo flusso continuo di persone?”
Scaroni ha poi richiamato il forte legame emotivo che per anni ha accompagnato il dibattito sul futuro dello stadio, sottolineando come la componente nostalgica abbia inizialmente rallentato il cambiamento.
“A tutte le mie spiegazioni mi si rispondeva che San Siro rappresenta la Scala del Calcio, ricordando l’affetto di chi ci andava da piccolo insieme al proprio nonno. C’era una forte componente emotiva e nostalgica. Ma forse, proprio in virtù di un legame così intimo e quasi familiare, era arrivato il momento di voltare pagina e introdurre una novità.”
Il presidente rossonero ha infine evidenziato il progressivo avvicinamento della cittadinanza e della politica alle posizioni sostenute dai due club, fino alla svolta del novembre 2025.
“Questo percorso di trasformazione ha progressivamente contagiato sia la cittadinanza milanese che la classe politica, la quale si è via via allineata alla nostra visione. Fino ad arrivare alla svolta del novembre scorso, quando Milan e Inter hanno rilevato ufficialmente San Siro.”

Nuovo San Siro, i prossimi passaggi del progetto
Sul fronte procedurale, il 6 ottobre il TAR della Lombardia ha respinto i ricorsi presentati contro la cessione dello stadio, consentendo di proseguire con l’iter urbanistico. Milan e Inter, che nel novembre 2025 hanno formalizzato l’acquisto dell’impianto e delle aree circostanti, puntano alla costruzione di un’arena condivisa da 71.500 spettatori.
Il progetto architettonico è affidato alla collaborazione tra Foster + Partners e MANICA e prevede la demolizione dell’attuale impianto intitolato a Giuseppe Meazza.
La prossima scadenza rilevante è fissata al 5 novembre 2026, data entro la quale dovrà essere consegnato il progetto di fattibilità tecnico-economica. La tabella di marcia prevede l’avvio dei lavori nella seconda metà del 2027 e l’inaugurazione entro il 2031, con l’ambizione di arrivare pronti per gli Europei del 2032.