Il centrocampista del Milan Ardon Jashari ha rilasciato una intervista esclusiva a Il Foglio. L’ex Burges ha raccontato il suo trasferimento in rossonero in estate.
Il suo approdo a Milano è stato il vero tormentone della passata estate rossonera. Una lunga trattativa portata avanti con il Bruges, che alla fine ha permesso a Ardon Jashari di realizzare il proprio sogno di giocare in Italia per il Milan. Nonostante l’infortunio accusato nella parte finale del ritiro, il centrocampista ha avuto modo di far vedere alcune delle sue qualità, pur non riuscendo almeno fino ad ora, ad imporsi con regolarità.
Jashari è tornato sulla trattativa per il suo passaggio al Milan, rivelando un retroscena con Ibrahimovic, in un’intervista rilasciata a Il Foglio. Di seguito le sue parole.
Milan, Jashari racconta la lunga trattativa
“Me lo ricordo bene quel periodo, avevo terminato la stagione con il Bruges vincendo la Belgian Cup, ed ero tra i calciatori più forti in rosa. Il club non voleva assolutamente cedermi, la sua posizione era chiara nei miei confronti. Io parlavo ogni giorno con il mio agente, sapendo del forte interesse del Milan. Ero in vacanza a Ibiza, con la mia fidanzata, mi stavo rilassando quando è suonato il mio cellulare. Il numero era italiano. Risposi subito, era Igli Tare. Ho capito immediatamente che il Milan avrebbe fatto di tutto pur di convincermi e questa cosa mi entusiasmava molto”.
“Dall’altra avevo un rispetto enorme per il Bruges. Volevo solo trovare la soluzione migliore per entrambi. Certo, come fai a rifiutare un club così importante come il Milan. Sono a Milano grazie al lavoro di tutta la dirigenza, circa una decina di giorni dopo la chiamata del direttore è arrivata anche quella di Zlatan Ibrahimovic. Mi ha parlato del progetto, Ero emozionato al telefono, la voce quasi mi tremava, ma ero motivato e pronto dentro di me per iniziare una nuova sfida”.
Rapporto con Allegri.

“Lui è un maestro per me, cerco di imparare moltissimo. Ha grande esperienza. Mi parla spesso, dice di inserirmi di più, di giocare con intensità e di andare anche al tiro se abbiamo l’occasione. Mi sprona a migliorarmi anche in allenamento, anche perché nel corso degli ultimi anni la mia posizione in campo è molto cambiata”.
Obiettivi.
“Sono qui per vincere. Per me, per la squadra, per i tifosi. Voglio dare il massimo ogni giorno, con entusiasmo e professionalità. Mi auguro di vestire questa maglia ancora per tanti anni. Adesso però dobbiamo pensare partita dopo partita, il nostro obiettivo è tornare in Champions League tra le squadre più importanti di Europa. Sappiamo che dobbiamo lavorare duro, ma questo non ci spaventa”.