Adrien Rabiot protagonista contro l’Atalanta con un gol e un assist, non nasconde la rabbia per il calo nel finale del Milan ai microfoni di Sky Sport.
Adrien Rabiot non si accontenta della vittoria. Dopo il successo per 3-2 del Milan contro l’Atalanta, il centrocampista francese analizza con lucidità la prestazione rossonera, soffermandosi soprattutto sul calo di concentrazione che ha rischiato di compromettere una partita dominata per lunghi tratti. Da leader dello spogliatoio, il numero 12 richiama i compagni alle proprie responsabilità, riservando un messaggio chiaro anche a chi è subentrato dalla panchina.
Milan, Rabiot non è soddisfatto: “Sono arrabbiato”
L’ex Juventus è stato tra i grandi protagonisti della serata di San Siro. Oltre al gol del 2-0, ha servito l’assist per la prima rete rossonera di Gila, confermando un momento di forma particolarmente positivo. Quello contro la Dea è il terzo centro consecutivo in campionato e il quarto nelle prime sette giornate di Serie A. Con tre assist all’attivo, le sue partecipazioni al gol sono già sette.
Numeri importanti, che non bastano però a cancellare le perplessità per quanto accaduto nella parte conclusiva della gara. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Rabiot ha espresso tutta la propria insoddisfazione per il modo in cui il Milan ha gestito il vantaggio.
“Abbiamo fatto molto bene nel primo tempo, poi stranamente negli ultimi 30 minuti del secondo tempo abbiamo perso il filo della partita. È un problema perché con un secondo tempo fatto così, il primo non vale niente. Fortunatamente abbiamo vinto questa partita ma non so alla fine se lo abbiamo meritato così tanto. Per questo sono un po’ arrabbiato nonostante la vittoria… e avevamo bisogno dei tre punti. Non possiamo fare un primo tempo del genere e poi crollare così”.

Il richiamo alla mentalità e ai giocatori entrati dalla panchina
Per il centrocampista francese, il problema non è legato alla condizione atletica, ma soprattutto all’atteggiamento mostrato dopo aver raggiunto il triplo vantaggio. Un calo di attenzione che, contro avversari di qualità come quelli dell’Atalanta, può trasformare una partita apparentemente chiusa in una sfida ancora aperta.
“No, non è un tema fisico ma di testa. Eravamo sopra di 3 gol e poi abbiamo abbassato la tensione e la concentrazione. Quando affronti una squadra con giocatori così di qualità puoi rischiare anche di pareggiare o perdere la partita. Lo avevo già detto anche dopo il Sassuolo che dobbiamo migliorare su queste cose, perché la mentalità è una cosa fondamentale. Lo abbiamo visto stasera, il calcio è così: se perdi la concentrazione rischi di perdere le partite. Quindi bene per il primo tempo ma c’è da lavorare su questi aspetti e rivedere la partita. Abbiamo fatto tanti cambi ma secondo me quelli che entrano devono fare di più, entrare bene in partita. Comunque sono 3 punti importantissimi e siamo contenti”.
Il messaggio di Rabiot è inequivocabile: il Milan deve imparare a mantenere lo stesso livello di attenzione per tutti i novanta minuti. I tre punti conquistati contro l’Atalanta sono preziosi, ma il finale di San Siro rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare.