Più grave del previsto il problema alla caviglia accusato da Christian Pulisic nell’ultima gara degli USA al Mondiale. Il Milan dovrà fare a meno del numer0 11 per diverse settimane.
L’infortunio di Christian Pulisic arriva nel momento peggiore possibile per il Milan, che aveva puntato molto sulla sua continuità dopo una stagione da protagonista. Il problema, un edema osseo nell’area di contatto tra tibia e perone, è una condizione che comporta dolore, limitazione funzionale e soprattutto tempi di recupero non comprimibili.
Secondo le valutazioni mediche, il giocatore dovrà osservare tre settimane di riposo assoluto, seguite da tre settimane di riatletizzazione, con l’obiettivo di riaverlo in gruppo per l’inizio del campionato.
Pulisic era stato uno dei rossoneri più brillanti nella fase iniziale del Mondiale, ma l’infortunio ha interrotto bruscamente il suo percorso. Il suo stop si inserisce in un quadro generale complicato per i giocatori del Milan impegnati al Mondiale.
Milan, cosa dicono gli esami di Pulisic

Le analisi effettuate al rientro dal Mondiale hanno confermato la presenza dell’edema osseo, una lesione che spesso deriva da un trauma diretto o da un sovraccarico improvviso.
La zona interessata, la giunzione tibia‑perone, è particolarmente sollecitata nei cambi di direzione e nelle accelerazioni, movimenti tipici del gioco di Pulisic. Si tratta di una condizione assimilabile a una microfrattura del perone, che richiede prudenza e tempi di recupero non inferiori alle sei settimane. Il club rossonero resta fiducioso. L’infortunio è serio ma gestibile, e la risposta del giocatore ai primi giorni di terapia è stata positiva.
L’assenza di Pulisic obbliga il Milan a rivedere le rotazioni offensive nelle prime settimane di preparazione. L’obiettivo del club resta quello di evitare ricadute e garantire che il numero 11 rossonero torni al 100%, pronto a riprendere il suo ruolo in squadra.