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Milan, Tomori: “Sono felice, qui mi sento a casa. Vedo spirito e morale alto. Su Leao e Allegri…”

Milan, Tomori: “Sono felice, qui mi sento a casa. Vedo spirito e morale alto. Su Leao e Allegri…”

Il difensore del Milan Fikayo Tomori ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport a due giorni dal big match di San Siro contro la Juventus.

Da tanti anni al Milan, Fikayo Tomori è uno dei leader dello spogliatoio rossonero. Il centrale inglese è reduce da un’ottima stagione sotto la guida di Max Allegri, e sembra essere tornato quello dello Scudetto del 2022, dopo stagioni il cui rendimento era stato altalenante. A pochi giorni dalla sfida contro la Juventus, gara che può essere decisiva in ottica Champions League, il difensore rossonero ha rilasciato un’intervista per la Gazzetta dello Sport.

Milan, le parole di Tomori

Momento di forma.

“Grazie alla vittoria a Verona abbiamo iniziato bene la settimana. Dopo due ko, era importante prenderci i tre punti al Bentegodi e lo abbiamo fatto. Ora lo spirito e il morale sono più alti”.

Perché prima c’è stata questa flessione?

“Non lo so. Potevamo fare meglio diverse cose come l’ordine tattico in una gara o la qualità dei passaggi in un’altra, ma nell’arco della stagione certi errori purtroppo capitano. L’importante è ripartire e noi a Verona ci siamo riusciti pur non offrendo una grandissima prestazione”.

Juventus.

“È una grande squadra, con grandi giocatori e un allenatore molto bravo. Conosco Boga da quando eravamo nelle giovanili del Chelsea: è forte come lo sono anche Yildiz, Thuram, Conceiçao e David”.

Già 2 gol contro la Juventus.

Milan Tomori

“Se arrivasse la terza sarei contento, ma solo in caso di vittoria”.

Nel gennaio 2025 la Juventus la voleva.

“Lo scorso anno è stato difficile e non siamo arrivati in Europa. C’erano delle voci sul mio futuro anche perché non giocavo tanto. Io però non ne ho mai parlato e non ho approfondito l’argomento: il mio unico pensiero era tornare tra i titolari e aiutare la squadra. Ora sto giocando di più e sono felice”.

Si sente milanista?

“Indosso questa maglia quasi da cinque stagioni e mezzo e mi sento milanista. Ho vinto lo scudetto nel 2022 e quel pomeriggio di festa in pullman, in centro a Milano, è difficile togliermelo dalla testa. Quando sono arrivato mi sono sentito subito come a casa e non è cambiato nulla”.

Rinnovo di contratto.

“Non ci penso tanto. Il club e i miei agenti trattano e io sono focalizzato sulle ultime cinque partite perché giocare la Champions è il nostro obiettivo”.

Allegri.

MASSIMILIANO ALLEGRI PREOCCUPATO E ADRIEN RABIOT RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Appena arrivato ci ha ricordato che negli ultimi 2-3 anni avevamo subito tante reti e che lui voleva portare più solidità in difesa. Non potevamo finire dove volevamo se ogni gara subivamo 2-3 reti…  Ci ha trasmesso il desiderio di soffrire pur di non prendere gol e la sua voglia di vincere. Noi giocatori siamo contenti con lui perché è una brava persona e un allenatore molto preparato”.

Ti piace il suo modo di giocare?

“Non c’è un solo modo per difendere o attaccare: se ti devi abbassare per coprire gli spazi, non è una vergogna. L’importante è non avere frenesia”.

L’Inter si appresta a festeggiare lo scudetto. 

“Rispetto al tricolore del 2022 siamo rimasti io, Saelemaekers, Maignan, Gabbia e Leao: tutti vogliamo vincere ancora, vivere altri momenti come quelli. Quest’anno abbiamo creato una base con la quale possiamo crescere e fare meglio in futuro. Prima però qualifichiamoci alla Champions”.

Momento di Leao.

“Ci conosciamo da 6 anni ed è un grande giocatore. Ogni persona passa un momento in cui le cose che cerca di fare non gli riescono, ma tutti sanno le qualità che ha Rafa. Anche gli avversari lo conoscono e per questo lo raddoppiano o lo triplicano.  È un grande professionista e vuole aiutare la squadra”.

Attacco in difficoltà.

“Succede… Magari si sbloccheranno domenica contro la Juve. Abbiamo cinque attaccanti bravi, ognuno con i suoi obiettivi e le sue caratteristiche, ma tutti le mettono al servizio del Milan perché tornare in Champions è troppo importante”.

Sogno Mondiale.

“Ho speranza e la voglia di giocare il Mondiale. Darò tutto in questo finale di stagione perché avvenga. Mi dispiace invece per la vostra Nazionale e per Tonali che è mio amico: in Bosnia tifavo per gli azzurri ed ero convinto ce la potessero fare”.

Futuro.

“Voglio giocare fino a 35-36 anni e qualche altra stagione davanti ce l’ho, ma poi spero di sfruttare la laurea in Business Management magari per lavorare insieme a mio padre che si occupa di bilanci”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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