Sette anni, uno Scudetto da protagonista e 80 gol: la storia di Rafa Leao al Milan si chiude con il suo passaggio al Galatasaray tra grandi momenti e tante critiche.
Rafa Leao e il Milan si separano dopo sette stagioni, quasi 300 presenze, 80 gol e un rapporto fatto di momenti esaltanti e profonde difficoltà. Un’avventura iniziata nell’estate del 2019, quando Paolo Maldini convinse il club a investire 30 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita per il talento portoghese del Lille.
Appena ventenne, Leao mostrò immediatamente qualità fuori dal comune, alternando però accelerazioni e giocate spettacolari a lunghe pause all’interno delle partite. Con Marco Giampaolo il feeling non decollò, mentre la svolta arrivò con Stefano Pioli, capace di trovargli la posizione e il contesto ideali per esprimere il proprio talento.
Leao trascina il Milan alla vittoria

Il momento più alto della sua esperienza rossonera arrivò nella stagione 2021/22. Leao fu uno dei principali protagonisti della cavalcata che riportò il Milan sul tetto d’Italia dopo undici anni.
Il portoghese chiuse quel campionato con 14 gol e 12 assist, compresi i tre passaggi decisivi nella gara Scudetto contro il Sassuolo. Al termine della stagione arrivò anche il riconoscimento di MVP della Serie A.
La crescita proseguì nell’annata successiva, chiusa con 16 gol e 12 assist in 48 presenze, mentre il Milan raggiunse la semifinale di Champions League. Leao era ormai diventato il volto tecnico della squadra e uno dei giocatori più ambiti d’Europa.
Il rinnovo, il 10 e le prime crepe
Nell’estate 2023 arrivò il rinnovo del contratto, accompagnato dall’investitura definitiva: maglia numero 10, ingaggio da top player e responsabilità sempre maggiori.
Da quel momento, però, iniziarono a emergere con maggiore frequenza le critiche legate alla sua discontinuità, all’atteggiamento e al linguaggio del corpo. Le giocate capaci di riaccendere San Siro continuarono a esserci, ma sempre più spesso furono intervallate da prestazioni anonime.
La stagione 2025/26 rappresentò il punto più basso. Il Milan mancò la qualificazione alla Champions League e Leao finì frequentemente nel mirino dei tifosi, anche a causa delle difficoltà incontrate nel nuovo ruolo più avanzato scelto da Allegri.
Dopo sette anni, il capitolo si chiude dunque con 80 gol, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, ma anche con la sensazione di un talento che avrebbe potuto lasciare un segno ancora più profondo.
Il futuro sarà al Galatasaray. Quello al Milan, invece, resta un percorso fatto di talento, trofei, dribbling e rimpianti.