ULTIM'ORA

Milan, Gonçalo Ramos: “Sono qui per fare la storia. Maledizione numero 9? Non ci penso”

Milan, Gonçalo Ramos: “Sono qui per fare la storia. Maledizione numero 9? Non ci penso”

Il centravanti portoghese del Milan ha parlato alla vigilia del big match contro la Juventus, soffermandosi sugli obiettivi stagionali e sulla pressione del numero 9.

Gonçalo Ramos è uno degli uomini su cui il Milan punta maggiormente per affrontare la stagione da protagonista. Arrivato in rossonero dopo l’esperienza al PSG, l’attaccante portoghese ha scelto il progetto milanista con l’ambizione di lasciare il segno e contribuire alla conquista di obiettivi importanti.

Alla vigilia del big match contro la Juventus, Ramos è intervenuto ai microfoni di DAZN, raccontando le proprie sensazioni in vista della sfida e parlando delle aspettative legate alla sua nuova avventura.

Milan, Ramos parla a DAZN

Per me sarebbe una stagione positiva se dovessimo vincere lo Scudetto. Mi piace avere pressione, se non hai pressione non stati giocando per obiettivi che contano. Sono qui per fare la storia del Milan, chiunque arriva qui vuole contribuire a migliorare la storia di uno dei club più gloriosi della storia del calcio. Non penso mai a quanto mi abbia pagato la squadra, anche se per me è un buon segnale di fiducia, un segnale di quanto si fidino di me e per me è una motivazione in più, una bella pressione.

Chiunque si trova in queste situazioni vive la pressione in maniera diversa, a me piace molto perché mi fa sentire l’importanza del momento. Ti alleni ogni giorno ma non hai pressione, lì sbagli e migliori, poi in partita devi averne e devi rendere come devi per aiutare la squadra a performare al massimo e raggiungere risultati.

Milan, Ramos e la mentalità del bomber

Il portoghese ha poi parlato del rapporto con il gol e della necessità di mantenere la fiducia anche dopo un errore. Una mentalità che Ramos considera fondamentale per un attaccante chiamato a essere decisivo.

Mi piace pensare che prima o poi segnerò: è il mio lavoro, mostra la mia mentalità e ogni giorno lavoro per fare gol. Nessuno vuole sbagliare gol ma quando sbagli nei primi minuti della partita non devi lasciare che questo influenzi la tua mentalità, devi essere convinto di segnare fino all’ultimo minuto che sei in campo. Sono un calciatore che ha già esperienza, ho giocato al Benfica, in nazionale e al Psg, ho vinto tanti titoli e è bello acquisire DNA e provare a trasmetterlo alla squadra, lavorando duro tutti i giorni”.

Il primo gol e il legame con il Milan

Ramos ha ricordato anche l’emozione vissuta con il primo gol con la maglia rossonera, sottolineando il rapporto con i tifosi e spiegando ancora una volta quale sia la sua priorità per la stagione.

Una sensazione fantastica, i fans fanno sentire magico questo stadio. Un segnale importante anche per me stesso, ma è bellissimo sentire il sostegno dei tifosi e mostrare un po’ di me, trasmettere un messaggio ai tifosi. Per me sarebbe una stagione positiva solo se vinciamo lo scudetto, non mi interessa il numero di gol. Se ne faccio 100 e arriviamo settimi non me ne frega nulla, mi interessa solo il bene della squadra. Non c’è un ricordo in particolare del Milan, ma papà tifava molto Milan e mi ricordo che da piccolo lui me ne parlava sempre, era diventato un sogno per me e la mia famiglia giocare per questa maglia.

La pressione della maglia numero 9

amorim

Uno dei temi inevitabili è quello della maglia numero 9 del Milan e della cosiddetta “maledizione” che negli ultimi anni ha accompagnato diversi centravanti rossoneri. Ramos, però, non sembra intenzionato a farsi condizionare dal passato.

Mi hanno parlato di questa maledizione, non ci penso perché c’è stato Olivier Giroud e per lui non era un problema, quindi indossare questa maglia, pesante, ti mette la responsabilità di segnare molti gol e scrivere la storia del Milan come ha fatto lui. Io ero già convinto di venire al Milan, è il Milan, ma Amorim mi ha fatto sentire ancora più centrale in questa scelta, spiegandomi come avrebbe voluto giocare. Mi ha chiamato mentre ero in nazionale e me lo ricorderò sempre. Nello spogliatoio parlano in molto francese, Diego Moreira parla portoghese, Gila spagnolo, ma riesco a parlare con tutti, mi trovo molto bene con Chukwueze ma nello spogliatoio di sta davvero bene”.

Il soprannome di Gonçalo Ramos

Infine, l’attaccante ha raccontato anche l’origine del suo soprannome, spiegando quale preferisca tra quelli utilizzati nel corso della sua carriera.

Preferisco O Pistoleiro, ero O Feticeiro quando ero piccolo per uno scherzo con le persone delle giovanili, ma ora è O Pistoleiro”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

769 articoli