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Milan, Jashari: “La Serie A non è facile, ma credo di aver disputato delle buone gare. Su Allegri…”

Milan, Jashari: “La Serie A non è facile, ma credo di aver disputato delle buone gare. Su Allegri…”

Ardon Jashari ha parlato alla vigilia dell’esordio mondiale con la Svizzera, ripercorrendo la sua prima stagione al Milan e guardando con fiducia al futuro.

Alla vigilia della sfida tra Qatar e Svizzera, valida per l’esordio delle due nazionali al Mondiale 2026, Ardon Jashari ha parlato del momento che sta vivendo tra nazionale e club. Il centrocampista svizzero del Milan, accostato nelle ultime settimane ad Atalanta e Lazio, ha rilasciato un’intervista al Corriere del Ticino poco prima della partenza della selezione elvetica per l’America. Di seguito le sue parole.

Milan, le parole di Jashari alla vigilia dei Mondiali

Mondiali.

“Partecipare a una Coppa del Mondo e rappresentare la propria nazionale è qualcosa di speciale, il sogno di chiunque inizi a giocare a calcio. Già il Qatar era stata un’esperienza indimenticabile, ne sono ancora grato. Ora non vedo l’ora di dare il mio contributo in questa nuova avventura”.

Prima stagione al Milan.

“Non è stato facile. Sono arrivato ad agosto e poco dopo è arrivato quel problema al perone che mi ha tenuto fuori a lungo. Quando rientri da uno stop così importante hai bisogno di tempo per ritrovare la migliore condizione fisica e il ritmo partita. Nella parte finale della stagione, quando ho avuto più spazio, credo di aver disputato anche delle buone gare”.

Campionato italiano.

“La Serie A è molto diversa dai campionati in cui avevo giocato prima. È un torneo molto tattico, con difese organizzate e spazi ridotti. Ti obbliga a pensare rapidamente e a migliorare sotto tanti aspetti”.

Rapporto con Massimiliano Allegri e la concorrenza di Luka Modric. 

Milan
LUKA MODRIC PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Anche per questo è stato importante sentire la fiducia di Allegri e dello staff durante i mesi più complicati. Inoltre allenarmi ogni giorno accanto a un campione come Modric è stato un grande apprendistato. Guardi come si muove, come interpreta le situazioni, come si comporta dentro e fuori dal campo. Sono dettagli che aiutano a crescere. Mi sono sempre piaciuti giocatori come lui, Rodri, Pirlo, Iniesta: hanno una classe straordinaria, ma soprattutto pensano sempre alla squadra. Sono calciatori che fanno giocare meglio tutti quelli che hanno attorno”.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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