Ruben Amorim è sempre più vicino a diventare il nuovo allenatore del Milan. La dirigenza confida di rilanciare la carriera di uno dei tecnici più in voga in Europa fino a qualche mese fa..
Sono ore decisive per il futuro della panchina del Milan. Ruben Amorim è sempre più vicino a diventare il nuovo allenatore rossonero e si attende soltanto il via libera definitivo per chiudere un’operazione che potrebbe aprire un nuovo ciclo tecnico a Milanello.
Tra i tifosi il dibattito è acceso. Da una parte c’è chi guarda con scetticismo alla recente esperienza del tecnico portoghese al Manchester United, dall’altra chi ricorda il lavoro straordinario svolto negli anni allo Sporting Lisbona, dove Amorim si è affermato come uno degli allenatori più promettenti del panorama europeo.
I dubbi dopo l’esperienza negativa ad Old Trafford
L’avventura inglese non è stata all’altezza delle aspettative. Dopo essere stato scelto dai Red Devils come successore di Erik ten Hag, con un investimento da circa 11 milioni di euro per liberarlo dallo Sporting, Amorim non è riuscito a replicare in Premier League il calcio brillante mostrato in Portogallo. Le 63 partite alla guida dello United, chiuse con una media di 1,43 punti a gara, rappresentano il principale elemento di dubbio attorno alla sua candidatura.
Tuttavia, il Milan sembra aver scelto di guardare soprattutto a ciò che il tecnico ha costruito prima dell’esperienza inglese. Allo Sporting, infatti, Amorim ha creato una delle realtà più interessanti del calcio europeo, valorizzando numerosi giovani talenti e sviluppando un’identità di gioco riconoscibile e moderna.
I talenti lanciati allo Sporting come biglietto da visita: ecco perché il Milan punta su Amorim

Tra i giocatori cresciuti sotto la sua guida spiccano nomi oggi affermati a livello internazionale come Nuno Mendes e Pedro Porro. Anche il centrocampo è stato uno dei punti di forza delle sue squadre, con calciatori come João Palhinha, Morten Hjulmand, Manuel Ugarte e Matheus Nunes che hanno trovato continuità e consacrazione grazie al sistema di gioco del tecnico portoghese.
In attacco, il caso più emblematico resta quello di Viktor Gyökeres. Arrivato dal Coventry tra lo scetticismo generale, l’attaccante svedese è diventato uno dei bomber più prolifici d’Europa sotto la gestione Amorim. Importante anche il lavoro svolto in difesa con Gonçalo Inácio e Ousmane Diomande, oltre alla crescita di giovani talenti come Geovany Quenda e Francisco Trincão.