Devin Özek è il favorito per diventare il nuovo ds del Milan: un profilo giovane, internazionale e capace di lasciare un’impronta nei club in cui ha lavorato.
Reduce dall’esperienza al Fenerbahçe, dove ha contribuito alla costruzione di un progetto in crescita, Devin Özek ha scritto le pagine più significative della sua carriera in Germania, al Bayer Leverkusen, diventando uno degli uomini chiave della straordinaria stagione 2023/24.
Il suo nome è legato indissolubilmente all’annata che ha cambiato la storia recente del club con Xabi Alonso alla guida. Nello stesso anno è arrivata la prima storica Bundesliga delle Aspirine, la vittoria della DFB-Pokal e finale di Europa League raggiunta e persa solo contro l’Atalanta di Gasperini. Un percorso bellissimo del Leverkusen e che ha messo in luce anche la mano di Özek, abile nel costruire un ambiente di lavoro moderno, nell’individuare profili funzionali e nel sostenere la crescita di una squadra che ha saputo unire talento, intensità e identità.
La storia di Özek non è quella classica del dirigente cresciuto nei settori giovanili o nelle accademie manageriali. È una storia di testardaggine, ambizione e una buona dose di sfrontatezza, come lui stesso ha raccontato “Dopo essermi diplomato ho provato di tutto per diventare calciatore. Ho fatto almeno venticinque provini fra Germania, Svizzera e Austria, avevo giornate di 17-18 ore. Non ce l’ho fatta, ma ho capito che bisogna mettercela tutta per non avere rimpianti. E questo voglio trasmettere ai miei giocatori”.
Il calcio giocato non è stato il suo destino, ma quella mentalità lo ha accompagnato nella seconda vita professionale. Difatti, a poco più di vent’anni, Özek decide di scrivere una mail a Simon Rolfes, oggi CEO del Leverkusen. Nella mail, gli fa notare che nel settore giovanile del Bayer c’erano pochi giocatori provenienti dalla Baviera: “Fui sfrontato, sfacciato. Gli dissi che capivo di calcio e che li avrei potuti aiutare”.
Una mossa che lui stesso pensava sarebbe finita nel nulla. E invece no perché Rolfes legge, si incuriosisce e lo contatta. Hanno seguito poi un video-colloquio, un incontro di persona, una serie di analisi di partite e filmati. Alla fine, Özek viene assunto e da lì inizia la sua scalata.
Perché Özek piace al Milan

Il Milan vede in Özek un dirigente giovane ma già formato in contesti di alto livello, con una chiara visione internazionale, capace di lavorare su scouting, valorizzazione e gestione del talento. Il suo profilo si inserisce nella linea che il Milan sta cercando, lentamente, di disegnare per il suo nuovo progetto. Unire competenza, modernità e capacità di essere competitivi sul mercato.
Se la trattativa dovesse concretizzarsi, il Milan si assicurerebbe un dirigente dal percorso unico, irriverente e sicuro delle sue capacità. In tutta probabilità proprio ciò che serve a un club che vuole tornare a essere protagonista in Italia e in Europa.