Lo svizzero ha trovato poco spazio nel suo primo anno al Milan, ma la pausa per le Nazionali può aver rappresentato la svolta: ora Jashari vuole continuità.
Il Corriere dello Sport ha analizzato questa mattina il momento di Ardon Jashari, protagonista di un buon rendimento con la Svizzera durante questa sosta. Per capire il percorso del centrocampista, però, bisogna tornare indietro e analizzare i diversi fattori che ne hanno condizionato l’impatto nella sua prima stagione a Milano.
Il primo ostacolo è stato inevitabilmente rappresentato dalla concorrenza. In rossonero, Jashari si è trovato a dover aspettare il proprio turno alle spalle di un giocatore come Luka Modric. Una situazione non semplice per un centrocampista arrivato dal Club Brugge con l’obiettivo di ritagliarsi rapidamente uno spazio importante.
Lo stesso discorso vale per la Nazionale, dove davanti a lui c’è Granit Xhaka, capitano e punto di riferimento degli elvetici. A questo si è aggiunta la sfortuna: un infortunio gli ha fatto saltare l’intera prima parte della stagione, dopo che anche la preparazione estiva era stata condizionata dalle lunghe trattative che hanno accompagnato il suo trasferimento.
Infine, il peso delle aspettative. Il Milan ha investito molto, sia in termini economici sia di tempo ed energie, per portare Jashari a Milanello. Di conseguenza, era lecito attendersi un impatto più immediato e incisivo. Il rendimento iniziale, invece, non ha seguito le attese.

Milan, Jashari ora vuole continuità
La sosta per le Nazionali potrebbe però aver dato a Jashari proprio ciò che gli è mancato maggiormente: continuità. Il centrocampista ha infatti iniziato entrambe le gare disputate dalla Svizzera in questa pausa, giocando da perno della mediana.
L’assenza di Xhaka, non convocato per motivi disciplinari dopo il caso dei falsi certificati Covid, ha spalancato le porte al rossonero. Jashari ha sfruttato l’occasione contro la Macedonia del Nord e la Scozia, disputando per intero la prima partita e giocando 70 minuti nella seconda.
Due prestazioni che possono rappresentare un passaggio importante nel suo percorso. Per crescere e acquisire fiducia, Jashari ha bisogno soprattutto di giocare con maggiore regolarità. Un’esigenza che Ruben Amorim conosce bene e che potrebbe essere favorita anche dal calendario.
Al rientro dalla sosta, infatti, il Milan affronterà un periodo particolarmente intenso: nove partite nell’arco di un mese, praticamente una ogni tre giorni. Una sequenza che imporrà rotazioni e richiederà il contributo dell’intera rosa. Per Jashari potrebbe così aumentare sensibilmente lo spazio a disposizione e, con esso, la possibilità di trasformare la continuità conquistata con la Svizzera in una nuova fase della sua avventura rossonera.