Torino-Milan, Amorim presenta l’esordio dei rossoneri in Serie A: identità, obiettivi, singoli, l’assenza di Leao e la presenza di Cardinale.

Il Milan si prepara all’esordio nella nuova Serie A. Alla vigilia della trasferta contro il Torino, in programma per la prima giornata di campionato, Rúben Amorim è intervenuto in conferenza stampa da Milanello, presentando la sfida e soffermandosi sulle condizioni della squadra, sull’identità tattica e sui singoli.
Amorim carica il Milan
Il tecnico portoghese non ha nascosto l’emozione per l’inizio ufficiale della sua avventura sulla panchina rossonera. Amorim ha spiegato di avere grande fiducia nel gruppo e ha indicato subito la strada da seguire: “Sono emozionato e felice. Ho fiducia nei miei calciatori, che stanno lavorando molto bene e sono pronti. So che Abate era un nostro giocatore e sicuramente sa che al Milan bisogna vincere ogni partita. Noi vogliamo e dobbiamo farlo, pensando non tanto all’avversario, quanto a noi stessi. Sarà una gara difficile, ma faremo di tutto per essere pronti e credo sarà una bella sfida, perché entrambi vogliamo giocare un buon calcio. Dobbiamo lottare domenica dopo domenica, per i nostri tifosi. Vogliamo costruire una mentalità: vinciamo a Torino e poi pensiamo alla prossima”.
L’identità del nuovo Milan
Uno dei passaggi più importanti della conferenza ha riguardato l’identità che Amorim vuole dare alla squadra: “La cosa importante è essere una squadra da Milan, in cui tutti lavorano per il gruppo e non per sé stessi. Proveremo ad avere la palla, portare tanti giocatori in area, ma voglio anche che la squadra difenda bene. Dobbiamo essere una squadra in ogni momento, quando difendiamo e quando attacchiamo. E dobbiamo rispettare l’identità del nostro Club e dominare la partita. Vedrete delle novità, ma servirà del tempo per avere un prodotto finale”.

I singoli: da Gabbia a Chukwueze
Amorim ha dedicato spazio anche ad alcuni giocatori della rosa: “Adoro Cissè e penso che Gabbia rappresenti il milanismo, nel suo modo di essere, parlare, allenarsi. Chukwueze non è un giocatore difensivo per come lo si intende in Italia, ma noi difenderemo con la palla e lui ha dimostrato di saperlo fare. Moreira giocherà da quinto, ma può giocare in altre posizioni. Rafa non è a disposizione e non potrà aiutarci. Il resto del gruppo però è pronto”.
Poi il mister continua: “I calciatori appena arrivati hanno tante qualità e l’età giusta per crescere. Ora la cosa più importante è diventare una vera squadra. Ho visto da subito che qui c’è grande organizzazione e c’è già la sensazione di essere una famiglia. Tutti vogliono contribuire a far tornare il Milan dove deve essere. Ora il nostro compito è dimostrare lo stesso anche in campo e i risultati ci aiuteranno in questo senso”.
La presenza di Cardinale
Infine sulla presenza di Cardinale: “Dobbiamo tutti sentire la responsabilità di essere al Milan ed è importante che Cardinale sia qui tutto il tempo, che parli con chi lavora in cucina, con MilanLab, con i calciatori. Tutti sentono che il proprietario sia presente e questo è importante per essere un Club forte”.