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Milan, Pavlovic: “Voglio restare a lungo. Con Amorim posso migliorare ancora”

Milan, Pavlovic: “Voglio restare a lungo. Con Amorim posso migliorare ancora”

Strahinja Pavlovic si è preso il Milan e punta a restare in rossonero a lungo: il difensore serbo ha parlato della sua crescita, di Amorim e del nuovo modo di giocare.

Strahinja Pavlovic è ormai diventato un punto fermo del Milan. Dopo aver trovato maggiore continuità nella scorsa stagione con Allegri, il difensore serbo è chiamato ora al definitivo salto di qualità sotto la guida di Amorim. Intervistato da Tuttosport, il centrale ha analizzato le differenze tra l’annata precedente e quella attuale, soffermandosi anche sul rapporto con il nuovo allenatore e sulle sue prospettive in rossonero.

Milan, le parole di Pavlovic

Durante l’estate non sono mancate le opportunità provenienti dalla Premier League, ma Pavlovic non ha mai preso seriamente in considerazione l’idea di lasciare il Milan.

“Le opportunità ci sono sempre, ogni estate e capitano a tutti i giocatori. Ma io non volevo andare via, quando ho parlato la prima volta con Amorim ho capito di essere un giocatore importante per lui. Qua sto bene e voglio restare a lungo”.

Il difensore serbo ha poi parlato del rapporto con Amorim, sottolineando le qualità del tecnico sia dal punto di vista umano che sotto il profilo tattico.

“È un allenatore ancora giovane, mi piace perché si capisce che comprende bene cosa pensano e provano i calciatori. Sul campo, come è giusto che sia, è un duro e pretende il massimo, ma fuori è una persona gentile e cordiale. Siamo tutti professionisti e chi più, chi meno, abbiamo avuto diversi allenatori nelle nostre carriere, con differenti metodologie di lavoro. Abbiamo bisogno di tempo per imparare, ma penso che dopo due mesi si siano già notando dei miglioramenti. In alcune cose devo dire che si assomiglia a Jaissle (suo allenatore a Salisburgo, ndr), penso all’impostazione senza palla e al pressing costante. Però poi altre cose sono diverse, con Amorim difendiamo a tre, con Jaissle giocavamo a quattro”.

Dalla fase difensiva di Allegri al nuovo Milan

amorim

Con Allegri, Pavlovic ha lavorato molto sulla fase difensiva, mostrando una crescita evidente e riuscendo allo stesso tempo a sfruttare gli spazi per accompagnare l’azione. Il cambio di impostazione tattica, però, lo porta ora a confrontarsi con richieste differenti.

“Penso che per un difensore sia fondamentale fare un’esperienza in Italia e Allegri è uno degli allenatori più bravi nell’insegnare la fase difensiva. Con Amorim giochiamo di più con la palla e potrò sicuramente migliorare in altri aspetti. È cambiato il gioco, prima eravamo bassi e partivamo in contropiede, ora giochiamo più alti e alle mie spalle ho più campo da coprire. Se prima potevo attaccare, sapendo di avere più compagni dietro di me, adesso so che se avanzo, posso scoprire la mia zona. Inoltre dopo due anni gli avversari conoscono le mie caratteristiche, quindi è più difficile sorprenderli. Con Amorim ho più campo da coprire alle spalle: difficile andare pure all’attacco”.

Il nuovo sistema, dunque, richiede a Pavlovic una maggiore attenzione alla posizione e alla copertura degli spazi alle sue spalle, limitando anche le sue incursioni offensive rispetto al passato.

Crollo a fine stagione.

È una cosa difficile da spiegare, anche io non capisco ancora oggi cosa sia successo col Cagliari all’ultima giornata: eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi, contro una squadra già salva. Come diceva Allegri, il calcio l’ha inventato il Diavolo. Penso comunque che tutto sia cominciato dalla sconfitta con la Lazio dopo la vittoria nel derby di ritorno. Era la partita decisiva per provare a rientrare in lotta per lo scudetto, invece abbiamo perso e credo ci sia stato contraccolpo mentale. Inoltre pensavamo comunque di essere certi di entrare in Champions e abbiamo abbassato la concentrazione. L’infortunio di Modric ci ha penalizzato molto, Luka era ed è il cuore della squadra”.

Infine, Pavlovic ha presentato la sfida contro la Juventus come un appuntamento particolarmente delicato, sottolineando come il confronto possa avere caratteristiche diverse rispetto ai due pareggi della scorsa stagione.

“Sono stati due 0-0 diversi. A Torino meritavamo di più, abbiamo sbagliato un rigore e Leão ebbe due grandi occasioni. Al ritorno no, fu uno 0-0 davvero brutto. Sarà comunque una partita complicata. La Juve è una buona squadra, secondo me può lottare insieme a noi non solo per entrare in zona Champions, ma ambire a qualcosa di più. Ci sono sei squadre che possono vincere, l’Inter è la favorita, però sarà una bella sfida.”

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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