Milan, un mese di tentativi, incontri e sondaggi, prima del cambio di rotta: alla fine Gerry Cardinale sceglie la soluzione interna.
Alla fine il Milan ha definito sia la guida tecnica sia l’organizzazione dirigenziale per la prossima stagione, ma il percorso che ha portato alle decisioni finali è stato molto più complesso di quanto inizialmente previsto.
A quasi un mese dalla mancata qualificazione alla Champions League e dagli addii di Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Massimiliano Allegri, Gerry Cardinale ha completato una profonda riorganizzazione societaria che, eccezion fatta per l’arrivo di Ruben Amorim in panchina, si basa quasi esclusivamente su risorse già presenti all’interno del club. Anche la scelta dell’allenatore è stata il risultato di un lungo casting.
Milan, una panchina che scotta

Uno dei primi profili seguiti con convinzione è stato quello di Andoni Iraola, che però non ha mai aperto ai rossoneri. Il basco ha scelto di proseguire la sua carriera in Premier League, avvicinandosi successivamente al Liverpool. In seguito il Milan ha valutato anche Oliver Glasner, Matthias Jaissle e Mauricio Pochettino, senza però riuscire ad arrivare a un accordo definitivo. In particolare l’ex Crystal Palace è stato a lungo in contatti con Ibra e Cardinale. Dopo settimane di riflessioni e trattative, la scelta è infine ricaduta su Ruben Amorim, individuato come l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo tecnico.
Milan, da Ragnick alla soluzione interna
Non meno tortuoso è stato il percorso per la costruzione della nuova area sportiva. Il nome più importante emerso nelle scorse settimane è stato quello di Ralf Rangnick, protagonista di una lunga serie di colloqui con il club prima di decidere di proseguire la propria esperienza alla guida della nazionale austriaca. Successivamente il Milan ha tentato anche la strada che portava all’Eintracht Francoforte per Markus Krösche e Timmo Hardung. In questo caso i dirigenti tedeschi avevano manifestato disponibilità al trasferimento, ma il club tedesco ha scelto di non privarsi di loro a mercato iniziato.
Di fronte alle difficoltà incontrate sul mercato dei dirigenti, Cardinale ha deciso di cambiare strategia e puntare su una struttura interna. Nelle ultime ore il proprietario rossonero ha definito il nuovo assetto, escludendo anche l’ipotesi di una promozione di Jovan Kirovski, candidatura sostenuta da Zlatan Ibrahimovic.
Il nuovo corso vedrà Hendrik Almstadt assumere il ruolo di Director of Player Trading, mentre Bobby Gardiner diventerà Director of Football Intelligence. Entrambi lavoreranno a stretto contatto con Ruben Amorim, destinato a ricoprire una posizione centrale non solo sul piano tecnico, ma anche nella costruzione del Milan del futuro.