Il Milan ha segnato sette reti in quattro giornate di campionato, ma nessuna nei primi 45 minuti: contro la Lazio sono emerse ancora difficoltà nell’approccio.
Il Milan di Ruben Amorim è ancora un cantiere aperto. La rivoluzione avviata dal tecnico portoghese sul piano del gioco richiede tempo per essere assimilata e le prime quattro giornate di campionato hanno evidenziato diverse criticità. Tra queste ce n’è una che si ripete con particolare continuità: la difficoltà a trovare il gol nel primo tempo.
Dopo quattro partite, infatti, i rossoneri hanno realizzato sette reti, ma nessuna è arrivata nei primi 45 minuti. Un dato che assume però significati differenti a seconda dell’avversario. Contro Juventus e Lazio, il problema è stato soprattutto legato alla produzione offensiva e alla qualità dell’approccio; contro Torino e Venezia, invece, il Milan ha costruito diverse occasioni nella prima frazione di gara, senza riuscire a concretizzarle.
Milan, il perché dietro gli 0 gol nei primi 45′: sprecona nelle prime gare

I numeri fotografano bene questa differenza. Nel primo tempo contro il Torino, il Milan ha calciato dieci volte, tutte dall’interno dell’area di rigore. Contro il Venezia, invece, sono state otto le conclusioni nella prima frazione, a conferma di una squadra capace di arrivare con maggiore frequenza negli ultimi metri.
Ben diverso il quadro nelle due sfide più recenti. Allo Stadium contro la Juventus, il Milan ha prodotto appena due tiri, con un xG di 0,06 nei primi 45 minuti. All’Olimpico contro la Lazio la situazione è stata migliore sul piano della produzione offensiva, con sette conclusioni e un xG di 0,56, ma la squadra di Amorim ha contemporaneamente mostrato fragilità nella propria metà campo, incassando due reti nate da errori tecnici e cali di concentrazione.
Il livello dell’avversario, dunque, sembra incidere sulla capacità del Milan di entrare subito in partita. Nelle ultime due uscite, Juventus e Lazio hanno saputo adottare contromisure efficaci, mettendo in difficoltà la costruzione e limitando le soluzioni offensive rossonere. Lo ha spiegato anche Gattuso nel post partita: “L’avevamo preparata bene, con l’obbiettivo di far abbassare tanto i loro esterni di centrocampo“.
Ma non ci sono soltanto i meriti degli avversari. Anche l’approccio del Milan ha inciso sulla qualità delle prestazioni offerte nei primi tempi. Contro squadre capaci di alzare il ritmo e aumentare la pressione, i rossoneri hanno mostrato ancora difficoltà nel trovare immediatamente le contromisure.
Milan, il secondo tempo con la Lazio lascia segnali positivi
La rimonta sfiorata e poi completata all’Olimpico rappresenta però anche un’indicazione incoraggiante. Dopo il doppio svantaggio, Amorim ha cambiato tre uomini all’intervallo e il Milan ha mostrato un volto completamente diverso.
Più intensità, maggiore presenza nella metà campo avversaria e una produzione offensiva cresciuta sensibilmente hanno permesso ai rossoneri di recuperare due gol in appena due minuti grazie alla doppietta di Moreira.
È proprio nella ripresa contro la Lazio che si è intravisto il prototipo della squadra che Amorim vuole costruire. La perfezione è ancora lontana e il problema dei primi tempi resta evidente, ma la reazione dell’Olimpico dimostra che, con gli uomini giusti e nelle condizioni adeguate, il Milan possiede già gli strumenti per esprimere un calcio molto più efficace.