Anche all’Olimpico il Milan ha cambiato marcia nella ripresa: le sostituzioni di Amorim hanno corretto una formazione iniziale apparsa ancora una volta in difficoltà.
Milan, la tendenza di inizio stagione
C’è una costante che accompagna le prime quattro giornate del Milan di Ruben Amorim: la squadra ha finora trovato spesso gole giocate dai giocatori subentrati nella ripresa. In tutte le partite disputate, infatti, i cambi hanno contribuito a modificare l’inerzia del match, diventando spesso determinanti per la prestazione e, in alcuni casi, anche per il risultato.
L’esempio più recente e più evidente è quello che è accaduto ieri all’Olimpico. Contro la Lazio, il Milan ha mostrato due volti completamente differenti. Nel primo tempo i rossoneri hanno sofferto molto più di quanto il 2-0 firmato Cancellieri e Noslin lasciasse intendere. Anche le scelte iniziali di Amorim non hanno convinto pienamente e il tecnico portoghese è intervenuto con decisione durante l’intervallo: fuori Modric, Estupiñan e Loftus-Cheek, dentro Moreira, Pulisic e Musah.
La svolta della ripresa

Da quel momento la partita è cambiata. Il Milan ha alzato il ritmo, ha occupato meglio il campo e ha iniziato a mettere sotto pressione la Lazio. A guidare la rimonta è stato uno straordinario Diego Moreira, autore di una doppietta nel giro di appena due minuti. I rossoneri hanno poi creduto anche al sorpasso, sfiorandolo in un paio di occasioni, prima di dover accettare il 2-2 finale.
Ma la dinamica dell’Olimpico non rappresenta un episodio isolato. Già alla prima giornata, contro il Torino, il Milan aveva disputato un’ora discreta senza però riuscire a impensierire davvero la difesa granata. L’ingresso di Rabiot e Modric ha cambiato la partita, con il francese protagonista assoluto grazie a un gol e un assist.
Una settimana più tardi, contro il Venezia, l’approccio era stato migliore, ma nella parte centrale della gara la squadra aveva perso brillantezza. Amorim ha modificato la trequarti inserendo Saelemaekers e Rabiot: il belga ha spaccato la partita, servendo l’assist per Ramos e quello per Jashari che ha portato all’autogol del 2-0.
Anche contro la Juventus, in una partita in cui la fase offensiva rossonera ha prodotto pochissimo, la scossa è arrivata dalla panchina. Cissé ha trovato il gol con una bella conclusione, mentre Chukwueze, entrato a gara in corso, ha contribuito all’azione.
Gli aspetti positivi
È evidente che, soprattutto nelle prime due giornate, le scelte di Amorim fossero in parte obbligate. La preparazione era appena terminata, il mercato ancora aperto e il tecnico non aveva ancora potuto lavorare con il gruppo al completo. È quindi normale che l’undici iniziale non fosse sempre quello definitivo.
Più discutibili, invece, sono apparse alcune scelte contro Juventus e soprattutto Lazio. Ma Amorim deve lecitamente avere la possibilità di sbagliare, correggere e trovare progressivamente la sua squadra.
Il primo aspetto positivo è proprio la capacità dell’allenatore di leggere le partite in corso d’opera e intervenire quando la situazione lo richiede. Non è una qualità scontata e, finora, le sue correzioni hanno spesso prodotto effetti immediati.
Il secondo elemento riguarda invece il gruppo. Vedere tanti giocatori entrare dalla panchina con il piglio giusto e riuscire a incidere racconta di una squadra che, almeno sotto questo aspetto, segue il proprio allenatore. Nessuno sembra vivere la panchina come una bocciatura definitiva e ogni ingresso può diventare un’opportunità per cambiare la partita.
Per Amorim resta quindi molto da sistemare nell’undici iniziale, ma la capacità di correggere il Milan durante i novanta minuti rappresenta già una certezza. E, almeno per ora, può essere considerata una delle basi da cui ripartire.