L’impatto di Alphadjo Cisse al Milan è stato devastante, con due gol nelle prime tre giornate di Serie A. Amorim crede in lui, ma dietro Ramos serve maggiore qualità.
In poche settimane, la prospettiva di Alphadjo Cisse è cambiata radicalmente. Quello che sembrava destinato a essere un prestito per trovare maggiore continuità si è trasformato in un’opportunità in prima squadra, dopo che Ruben Amorim è rimasto colpito dal rendimento del giovane centrocampista durante gli allenamenti.
La scelta del tecnico portoghese è stata fin qui ampiamente ripagata. Cissé ha trovato il gol contro il Torino e si è ripetuto contro la Juventus, mettendo a referto due reti nelle prime tre giornate di campionato. Tra i giocatori utilizzati sulla trequarti, il classe 2007 è stato senza dubbio quello capace di garantire maggiore continuità e pericolosità.
Il suo rendimento, però, non nasconde una questione che il Milan dovrà necessariamente affrontare: la qualità alle spalle di Gonçalo Ramos non è ancora quella richiesta dal sistema di Amorim.
In assenza di Christian Pulisic, contro la Juventus il tecnico ha provato ad avanzare Adrien Rabiot, ma l’esperimento non ha prodotto i risultati sperati. Anche Alexis Saelemaekers non è riuscito a incidere, mentre l’ingresso di Cissé ha rappresentato una delle poche vere fiammate offensive del Milan nella ripresa.
Lo stesso discorso vale per Gonçalo Ramos, rimasto troppo isolato davanti alla coppia formata da Bremer e Lucumì. Il problema, dunque, non riguarda soltanto il centravanti, ma anche la capacità dei giocatori alle sue spalle di servirlo e accompagnare l’azione.
Milan, Rabiot e Saelemaekers non convincono sulla trequarti

Nella scorsa stagione Adrien Rabiot è stato uno dei migliori giocatori del Milan, se non il migliore per continuità e rendimento. Contro la Juventus, però, il francese è apparso lontano dai suoi standard abituali.
La ragione è soprattutto tattica. Rabiot è un centrocampista dinamico e strutturato, un giocatore che dà il meglio quando può sfruttare campo e spazio per accompagnare l’azione, inserirsi e attaccare in progressione. Portarlo stabilmente sulla trequarti significa invece ridurre proprio quelle caratteristiche che ne hanno fatto uno dei punti di forza del Milan.
Il francese ha fisico e gamba per attaccare gli spazi e condurre il pallone, ma non possiede le caratteristiche tipiche di un numero 10 puro: gli manca quel tocco raffinato nell’ultimo passaggio e quella naturalezza nel ricevere e giocare spalle alla porta in spazi molto stretti.
Amorim continua a vedere Rabiot come una possibile soluzione sulla trequarti, ma questo avvio di stagione ha evidenziato più di qualche limite.
Anche Saelemaekers, d’altronde, sembra poter rendere meglio in una posizione più esterna. La sua mobilità gli permette di interpretare la fascia con efficacia, partecipando sia alla fase difensiva sia alla costruzione offensiva e garantendo ampiezza alla squadra.
Sulla trequarti, invece, le richieste sono differenti. Gli spazi sono ridotti, serve capacità di ricevere tra le linee, girarsi rapidamente e soprattutto trovare la giocata decisiva. Caratteristiche che non rappresentano il principale punto di forza del belga.
Un’altra alternativa utilizzata da Amorim è stata Ruben Loftus-Cheek, rimasto a sorpresa nella rosa rossonera. Anche l’inglese, però, non ha ancora convinto pienamente quando è stato impiegato alle spalle della punta.
La soluzione del Milan si chiama Pulisic
La prima risposta al problema, almeno sulla carta, è già presente in rosa e porta il nome di Christian Pulisic. L’americano non è ancora al meglio della condizione, come spiegato pubblicamente da Amorim, ma una volta recuperato sarà con ogni probabilità uno dei due trequartisti titolari nel 3-4-2-1.
Il sistema scelto dal tecnico portoghese, del resto, sembra sposarsi perfettamente con le caratteristiche di Pulisic. Rispetto a Rabiot e Loftus-Cheek, l’americano può contare su un baricentro più basso, un controllo orientato rapidissimo e una maggiore capacità di muoversi negli spazi stretti.
Il suo ritorno potrebbe quindi cambiare sensibilmente il volto offensivo del Milan e, soprattutto, permettere a Gonçalo Ramos di avere un riferimento tecnico di maggiore qualità alle proprie spalle.
Cissé, nel frattempo, si è già candidato a essere molto più di una semplice alternativa. I due gol nelle prime tre giornate hanno certificato il suo impatto e spiegano perché Amorim abbia deciso di puntare su di lui anziché mandarlo in prestito.
Il talento del classe 2007 è ormai evidente. Per fare un ulteriore salto di qualità, però, il Milan ha bisogno di trovare maggiore imprevedibilità e qualità nella zona centrale della trequarti. E il recupero di Pulisic potrebbe essere la prima, importante risposta.