L’ex leggenda rossonera Roberto Donadoni analizza il momento del Milan alla vigilia dell’esordio in campionato: dalla nomina di Amorim alla gestione di Maignan e Rabiot.
La pesante sconfitta per 3-0 contro il Chelsea ha alimentato qualche dubbio nell’ambiente Milan, soprattutto in vista dell’esordio in campionato contro il Torino. Il risultato dell’amichevole ha acceso il dibattito sulla condizione della squadra e sulle necessità della rosa, ma Roberto Donadoni invita a non trarre conclusioni affrettate.
L’ex campione rossonero e commissario tecnico della Nazionale ha analizzato il momento del Diavolo, soffermandosi anche sulla gestione delle vacanze di Mike Maignan e Adrien Rabiot, sul lavoro di Ruben Amorim e sui possibili rinforzi rappresentati da Goncalo Ramos e Mario Gila.
Milan, le parole di Donadoni
Amichveoli estive del Milan.
“Ormai è da un po’ di anni che già a luglio i club affrontano sfide di livello. Diventa complicato quando sei in piena preparazione, le gambe sono pesanti e il ritmo è quello che è. Affrontare una squadra come il Chelsea con molti Nazionali assenti e con una condizione approssimativa non è facile, ma non lo considero un campanello d’allarme. Queste amichevoli dall’altra parte del mondo sono pseudo-esibizioni, chiaro però che non fa mai piacere perdere”.
La situazione Maignan-Rabiot.

“Non entro nel merito delle polemiche, sono accordi tra il club e giocatori. Credo che dei giorni di riposo in più, se gestiti bene, possano fare la differenza in positivo. Staccare ci vuole, la fatica mentale si fa sentire e può trascinarsi nel tempo. Al loro rientro, però, devono dare risposte concrete sul campo“.
L’ex centrocampista considera entrambi elementi fondamentali per alzare il livello della squadra:
“Se riusciranno a fare la differenza come lo scorso anno? Sono due top, alzano il livello della squadra. Spero che Maignan non faccia la differenza, nel senso che da milanista mi auguro che venga sollecitato il meno possibile. Rabiot invece è un perno, in qualunque posizione venga schierato”.
Maignan e la fascia da capitano.
“Sicuramente se fosse rientrato in anticipo accorciando le sue ferie avrebbe dato un segnale forte, anche perché c’è comunque un allenatore nuovo. Al di là di questo, comunque, credo che arriverà pronto: i giocatori lavorano anche mentre sono in vacanza, lo stress mentale di una stagione così lunga non va sottovalutato. Soprattutto se, come per Rabiot e Maignan, si è chiusa con una doppia delusione”.
Milan, Donadoni difende Amorim
Amorim.
““Amorim è un tecnico nuovo al quale va dato tempo. Anch’io sono convinto che quello visto contro i Blues non sia il “vero Milan”, anche perché nella partita contro l’Inter non aveva fatto male. Ogni allenatore ha le sue idee. Chiaro che per attuare un calcio offensivo con la riconquista immediata del pallone e la pressione alta ci vuole tempo. Soprattutto se nella gestione precedente la direzione era tutt’altra. Da questo punto di vista credo che la conferma di Modric sia un ottimo punto di partenza“.
Il mercato rossonero.
Infine, Donadoni si sofferma su Goncalo Ramos e Mario Gila, due giocatori indicati come potenziali elementi capaci di aumentare qualità e competitività della rosa.
“Credo siano due giocatori di valore assoluto che possono portare entusiasmo alla piazza. Se mi chiedete un giudizio sul mercato in generale credo sia ancora presto per esprimersi”.