Matteo Gabbia, difensore del Milan, è stato intervistato da Il Corriere della Sera nei giorni precedenti alla sfida contro la Juventus. Di seguito le sue parole.
Protagonista assoluto della stagione del Milan, Matteo Gabbia si è consacrato sotto la guida di Max Allegri tra i migliori difensori italiani in circolazione. La sua assenza per l’operazione all’ernia, che lo ha tenuto fuori nel momento cruciale tra febbraio e marzo, è costata parecchi punti ai rossoneri. Di fatto senza Gabbia in campo il Diavolo ha dovuto dire addio alla lotta Scudetto con una serie di ko che hanno aumentato il divario dall’Inter. Il difensore, intervistato da Il Corriere della Sera, ha ripercorso la sua carriera in rossonero, oltre che parlato dell’attuale stagione e del suo rapporto con Allegri. Le sue dichiarazioni.
Milan, Gabbia tra obiettivi e ambizioni future
La maglia numero 46. Fan di Valentino Rossi?
“No, è l’anno di nascita di mia nonna Adriana, la mia prima tifosa insieme a nonno Gilberto. Sono abbonati da quarant’anni a San Siro, primo anello arancio. Da piccolo mi portavano loro, stavo seduto sulle ginocchia: così sono diventato tifoso. Quando ho debuttato in serie A, nel 2020, ho alzato gli occhi e in mezzo a 80 mila persone li ho visti distitamente. Un cerchio che si chiudeva”.
Cosa è il Milan per lei?
“Una famiglia allargata. Siamo tutti tifosi rossoneri: papà, zii. Se perdo, in casa mi mettono il muso”.
Cosa è mancato quest’anno per lo Scudetto?
“Non lo so, ma per me abbiamo fatto il massimo. Va riconosciuto il merito a chi è stato più forte e fargli i complimenti. So che è difficile da accettare per i tifosi, lo è anche per me, ma nello sport bisogna saper accettare il risultato. Dobbiamo anche tenere presente che partivamo da un ottavo posto”.
Obiettivo Seconda Stella?
“Deve esserlo, certo. Quando sei al Milan, giochi per vincere. È un privilegio”.
Allegri.

“Per noi il mister è fondamentale. Deciderà lui, ovviamente, ma noi nello spogliatoio speriamo tutti che resti. Ha portato aria nuova. Guardate la difesa: ora siamo la seconda migliore d’Europa dopo l’Arsenal. Con noi è felice, ce lo dice sempre”.
Rinnovo Modric.
“Lo pressiamo ogni giorno. Ma è una sua scelta di vita”.
“A volte su Rafa c’è troppa cattiveria. Noi compagni sappiamo quanto è forte. E vorremmo continuare insieme”.
Nazionale.
“Una ferita aperta per tutti gli appassionati. Ho sofferto davanti alla tv, ma mi sento responsabile come i ragazzi che erano là. Io credo che gli italiani devono giocare solo se sono bravi. Solo il merito ci salverà. Gli stranieri non hanno colpe, non sono loro il problema. Se sei bravo, giochi. Italiano o non”.
Esperienza al Villarreal.
“Un’esperienza lontano dalla comfort zone fa bene a tutti. È un consiglio che mi permetto di dare anche oltre il calcio. Io ho 26 anni, ai miei coetanei dico che un periodo all’estero ti migliora: maturi, cambi schemi, ti togli paure che non hanno motivo di esistere. E poi è questione di fiducia: la trovi solo mettendoti in gioco”.
Rapporto con i social.
“Vanno usati con misura. Oltre un certo limite portano energie negative”.
Che sogno ha per il futuro?
“Di vincere la Champions, un giorno. Ma prima ancora lo scudetto della seconda stella. Per dedicarlo a mia nonna”.