L’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Soccermagazine . Tra i tanti i temi affrontanti anche la rivalità con Silvio Berlusconi.
Torna a parlare dopo parecchio tempo una delle figure più iconiche del calcio italiano dell’ultimo ventennio: l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti. L’imprenditore e dirigente italiano è stato il presidente in carica più longevo della storia del club nerazzurro, che ha guidato personalmente dal 1995 al 2013.
Moratti ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Soccermagazine, in cui ha affrontato varie tematiche del calcio di oggi, e del calcio di una volta, in cui i club erano gestiti da veri e propri tifosi. Non è mancato un passaggio sul suo più grande rivale, Silvio Berlusconi, presidente del Milan dal 1986 al 2017.
Moratti e la rivalità con Berlusconi
La rivalità con Silvio Berlusconi e le differenze che nota con le attuali proprietà straniere.
“No. È diverso come modo di fare. Quello di Berlusconi era assolutamente diverso, ma rispetto a tutti gli altri, insomma. Perché lui si era mosso su diversi campi: industriale, politico, sportivo, quindi aveva un modo di agire totalmente diverso dai presidenti attuali”.

La scomparsa delle bandiere alla Maldini e Zanetti in Italia.
“Un pochino, certamente. C’è sempre un cambiamento negli anni e poi ne sono passati parecchi da quando c’ero io, quindi è chiaro che ci siano delle mutazioni o un’evoluzione, ma non è un’involuzione. È un’evoluzione a seconda di come va il mondo, insomma. Il mondo in questo momento va in una certa direzione: i soldi arrivano da parte dei fondi, i fondi creano meno spirito di squadra e quindi automaticamente si vede di meno l’uomo-bandiera”.
Mario Balotelli rimane un rammarico non averlo visto sbocciare?
“Beh, rimane il rammarico da parte di tutta l’Italia per il fatto che Balotelli non sia esploso, perché ha una classe notevole. Però, qualsiasi sia la ragione, non riesce ad esprimersi completamente e non è stato fortunato nel corso della sua carriera, insomma. È un rammarico e un dispiacere perché era un giocatore completo, assolutamente completo”.